Curiosità...la Provenza sullo schermo: Parigi può attendere

Il film “Parigi può attendere” è ambientato in Provenza, con i suoi graziosi paesini medievali arroccati sulle colline, i suoi campi di lavanda, i gustosi piatti regionali, le sue solenni vestigia romane, i graziosi café e ristorantini all’ombra di platani secolari .

Il viaggio viene visto come una metafora della vita stessa e ogni tappa, tra ottimo vino e buon cibo, aiuta Anne, la protagonista a ritrovare se stessa e a farle riscoprire la sua incredibile voglia di vivere che fino ad allora aveva messo da parte.


Trama:

Anne è sposata con Michael, un produttore hollywoodiano sempre al centro dei riflettori. I coniugi, di passaggio a Cannes, cercano invano di trascorrere del tempo insieme, ma Michael deve andare a Budapest, per sopraggiunto impegno. Decidono così di incontrarsi successivamente a Parigi. Jacques, partner francese e charmant di Michael, si offre di accompagnare Anne nel viaggio a bordo della sua vecchia Peugeot. Tra un paesaggio da mostrarle, un cibo o un vino da farle assaggiare, un monumento o una mostra da visitare, formaggi e crème brûlée, ammiccamenti e sorrisi, il breve viaggio di prolunga e Parigi diventa sempre più lontana.


Nel viaggio vediamo luoghi favolosi, come il Ponte romano del Gard, situato a Vers-Pont-du-Gard, luogo dove inizia il viaggio dell’improbabile coppia.
Si arriva così a Vienne, con la sua Piramide locale di 25 metri, un resto romano dove si svolgevano gli spettacoli delle corse dei carri. Ma non finisce qui: ecco la Casa dei Fratelli Lumière, il Museo del Tessuto e delle Arti Decorative di Lione, la Cattedrale di Vézelay, fino ad arrivare alla tanto agognata Ville Lumiére, che ci viene mostrata in tutta la sua bellezza.

Un percorso che si trasforma inaspettatamente in un'avventura di due giorni durante la quale la donna riesce a riscoprire se stessa.



 

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